Ragazze di oggi e nuove tecnologie: autostima, consapevolezza e uso corretto di internet

05/05/2017

In ricordo di Clara Fresca Fantoni e del suo impegno anche sul fronte della parità di genere, riproponiamo il suo discorso alla tavola rotonda dell’evento “Ragazze di oggi, donne di domani: costruire il futuro al tempo del web”, tenutasi lunedì 27 maggio 2013 al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, in occasione dell’apertura della mostra “Quanto ti vuoi bene”.

Buongiorno a tutti. Mi preme anzitutto esprimere un ringraziamento agli organizzatori per avermi rivolto l’invito a partecipare a questo incontro; invito che ho accettato di buon grado nella consapevolezza che sia importante ogni momento ed ogni occasione di confronto su temi che riguardano la donna, il suo essere nella nostra società anche con riferimento al rapporto tra donne di oggi e nuove tecnologie.

1) Autostima – autostima di noi donne quale condizione necessaria per il raggiungimento della parità di genere

Quanto ti vuoi bene? O meglio quanto noi donne ci vogliamo bene? Poco, troppo poco! La mia non vuol essere solo una facile provocazione bensì un invito preciso rivolto a tutte noi, a tutte voi, affinché ciascuna donna acquisisca fino in fondo il senso del proprio essere, della propria specificità ed unicità.

Dopo anni di femminismo e di una lenta ma costante emancipazione per arrivare alla parità di genere, credo occorra dire che l’ultimo ostacolo da superare, e forse il più difficili, siano le donne stesse.

Oggi si sono verificate, almeno per quanto riguarda il modello di società in cui ci troviamo a vivere, quasi tutte le condizioni per poter dire acquisita la parità di genere ma l’ultimo miglio (tanto per mutuare una definizione cara all’ambito delle tecnologie) non può che essere compiuto da noi donne e soprattutto da voi giovani donne. Un ultimo miglio che altro non significa che acquisire e sperimentare nella realtà di ogni giorno una totale autostima delle nostre capacità e peculiarità e una piena coscienza di tutto quello che significa essere donna nella società di oggi.

La realtà degli ultimi giorni ci sottopone due esempi contrapposti di quello che sto cercando di dire. Da un lato una “reginetta di bellezza” che ripetutamente picchiata dal compagno ritira la denuncia nei suoi confronti, dichiarando il suo amore per colui che tanto clamorosamente le manca di rispetto, dall’altro, in Inghilterra, tre donne che in mezzo ad una folla di uomini affrontano gli assassini di un soldato con il dialogo ed armate solo della loro presenza. Dunque il simbolo di una totale mancanza di autostima, contrapposto al simbolo di donne che impongono la propria forza morale e sanno convincere con un coraggio che nessun uomo ha avuto in quel frangente. E’ arrivato il momento di credere in noi stesse, nelle nostre capacità, nella nostra sensibilità e in tutte quelle caratteristiche, positive o negative, che fanno delle donne, da sempre, il perno fondamentale di una società.

Dobbiamo credere in noi stesse, credere nella forza e nella capacità delle altre donne per percorrere tutte insieme quell’ultimo miglio e conquistare finalmente quella parità che è nei fatti, è nella storia e che è arrivato il momento di realizzare. Dobbiamo crederci e non consentire mai più e a nessuno di mettere in discussione quello che per tutte noi è un principio inderogabile: la parità di genere.

2) Donne e responsabilità – rapporto tra le donne e la responsabilità di un ruolo, collegato alla mia esperienza professionale

Se a livello generale si può affermare che si è raggiunta una sostanziale parità di genere, diverso è il problema riguardo alle donne che intendono assumere responsabilità all’interno dell’azienda. In questo caso il “tetto di cristallo” è ancora ben lungi dall’essere rotto; ne è testimonianza l’esiguo numero di donne con ruoli di responsabilità; a dispetto di alcune lodevoli eccezioni e di un clima culturale sempre più teso alla completa parità, si percepisce ancora un mondo maschile che richiede doti e qualità che troppo spesso non vengono riconosciute alle donne. Alle donne vengono volentieri lasciati ruoli organizzativi e di relazioni ma quanto a ruoli decisionali e gestionali sembra si faccia fatica a riconoscere visione, leadership e capacità decisionali ad una donna. Al di là di ogni femminismo di facciata è comunque necessario riconoscere che la diversità di genere può anche produrre diversi approcci allo stesso problema ma le doti necessarie per assumere ruoli di responsabilità non hanno genere e sono patrimonio di ogni singola persona, UOMO o DONNA che sia. E’ però anche vero che i problemi legati all’essere DONNA, alla necessità di conciliare famiglia e lavoro, assumono ancora maggior rilevanza per le donne chiamate ad assumere ruoli di responsabilità dal momento che in questi casi, spesso non hanno orari né festività.

E’ a questi livelli che si dovrà quindi sviluppare ancora di più iniziative che eliminino ogni ostacolo o comunque portino ad una perequazione tra uomo e donna in azienda.

3) La mia esperienza personale

Venendo alla mia esperienza personale, posso dire di non aver mai pensato a me stessa come ad una donna che lavora bensì come ad una persona con i propri limiti e capacità, che ha sempre messo tutta se stessa nelle esperienze lavorative che ha affrontato.

A fronte di questo mio atteggiamento non ho comunque mai riscontrato, né nella realtà milanese né in quella trentina, atteggiamenti di chiusura e discriminatori rispetto al mio essere donna.

Una storia personale, la mia, che sicuramente influenza il mio ritenere che le capacità, le doti, la passione, l’amore e la dedizione per il lavoro non hanno genere e possono essere riconosciute laddove esistono.

Sicuramente si scontano ancora pregiudizi e luoghi comuni ma la mia esperienza e quella di Informatica Trentina mi fanno sperare che anche in questa realtà il tetto di cristallo cominci a presentare qualche incrinatura e la speranza di vederlo cadere sia sempre più concreta, ben sapendo che questo accadrà soltanto se e quando tutte noi donne raggiungeremo la piena consapevolezza del nostro ruolo, delle nostre capacità e delle nostre potenzialità. A me piace pensare che in quel preciso istante non dovremo fare null’altro ch guardare il tetto di cristallo crollare e finalmente “toccare il cielo con un dito”.

 

4) Donne e tecnologia – Sviluppi e limiti del rapporto tra donne e tecnologie

Per quanto riguarda il rapporto tra le donne e la tecnologia, credo esista nella storia recente una evidente cesura.

In brevissimo tempo si è passati da un mondo in cui la tecnologie era quasi esclusivo appannaggio dell’uomo ad uno in cui sembra non potersi cogliere alcuna differenza di genere nel campo.

Le ultime generazioni, oggi accedono alle tecnologie e le utilizzano senza distinzioni.

La tecnologia è neutra rispetto al genere; forse si dovrebbe parlare delle tecnologie che approcciano diversamente i generi; le tecnologie possono aiutare meglio la donna ad essere ciò che essa sente di poter e dover essere.

Persona che lavora ma che non rinuncia al suo ruolo di donna nella società; penso che tutti quei supporti e sviluppi tecnologici che possono realmente fornire supporto a tutte le donne nello svolgimento delle loro attività quotidiane.

Un uso della tecnologia che deve essere supportato dalla conoscenza della stessa e dalla responsabilità nell’utilizzo (vedi iscrizione a Facebook) perché è comunque estremamente labile il confine tra un uso della tecnologia capace di aiutare e di sviluppare le proprie competenze e la propria professionalità e un uso della tecnologia che annulla la persona, la sua personalità e che alla fine ne impoverisce la creatività, la concentrazione e la capacità di relazionarsi con l’esterno o con i propri colleghi (es. mail e non incontri).

Concludo con un invito anche scherzoso: a tutte voi giovani ricordo di non far mancare sul vostro telefonino una app rivoluzionaria che vi consentirà di incontrare persone, di scambiare opinioni, di confrontarvi tra voi: si chiama “vieni a bere un caffè con me”?