Corecom: Consiglio Provinciale Pat, TV mezzo incontrastato per l’informazione

05/05/2017

E’ la televisione il mezzo incontrastato per la ricerca delle informazioni, sia per i giovani che per i meno giovani

In Trentino, la tv incontrastata fonte di informazione. Nel marketing 3.0 il futuro è il rapporto one to one: un’opportunità di cui tenere conto. E’ la televisione il mezzo incontrastato per la ricerca delle informazioni, sia per i giovani che per i meno giovani.

E’ il dato per certi versi inatteso emerso dal convegno “L’uso del web e dei social in Trentino”, promosso e presentato in data 11 aprile u.s., dal Corecom provinciale presieduto da Carlo Buzzi a Palazzo Roccabruna, con il supporto di Swg e in collaborazione con Confindustria, Camera di Commercio, Associazione artigiani, Confcommercio, Federazione delle Cooperative e Trentino Network per la Provincia autonoma di Trento.

I dati, illustrati da Riccardo Grassi, direttore di ricerca Swg e riferiti ad un campione di 1200 trentini intervistati, rivelano un mondo in veloce evoluzione, dove i nuovi media si aggiungono e non sostituiscono quelli vecchi. Nella distinzione delle fonti per utilizzo e importanza la televisione nazionale e quella locale restano il canale di gran lunga preferito dagli adulti, ma anche dai giovani tra i 18 e 24 anni. Seguono a considerevole distanza i quotidiani e l’online.

“Siamo di fronte ad un fenomeno complesso e di natura culturale dove i confini vengono azzerati, un sistema complesso che ha bisogno di essere “vissuto”, regolato da meccanismi di cui non conosciamo ancora a fondo le dinamiche”, ha osservato Grassi: “un quadro in cui il gap generazionale tra off line e online è evidentissimo dal momento che l’86% degli under 24 si definisce “competente” e il 73% degli over 65 “incompetente”.

La ricerca, centrata sulle abitudini all’utilizzo del web e dei social, ha rivelato che il 25% degli intervistati dichiara di non utilizzare il web perché “non interessato”. La ricerca registra inoltre la rivoluzione nel passaggio da pc a smartphone con il sorpasso dei device in mobilità rispetto ai fissi (slides allegate)

Si è occupato delle minacce ed opportunità offerte dal social marketing Umberto Martini che ha illustrato l’evoluzione verso il marketing 3.0, che ha messo in discussione il vecchio modello di comunicazione. Oggi il marketing è one to one e il termine di riferimento è You.

Si tratta di un nuovo modo di concepire il prodotto: non si vendono merci, ma relazioni, modi di pensare; l’offerta non è più standardizzata e il consumatore non è più un soggetto passivo, ma viene coinvolto nel mondo dell’azienda di cui condivide linguaggio e dimensione dei valori (engagement).

I consumatori hanno una dimensione online e una offline che coesistono e si intrecciano in diversa proporzione. Un dato riferito al 2014 rivela che l’84% dei millenials (i nati verso la fine del 2000) non si fidano della pubblicità e presentano una forte propensione all’acquisto di un brand seguito sui social. Tutto questo comporta nuove opportunità ed occasioni per le aziende che sanno vederle e gestirle.

In apertura sono intervenuti, oltre al Presidente del Corecom Carlo Buzzi, Giovanni Bort, per la Camera di Commercio e il Presidente della Giunta provinciale Ugo Rossi che ha messo in guardia dal rischio di considerare innovazione tutto ciò che è tecnologico. L’innovazione deriva dalla disponibilità al cambiamento e dalla disponibilità a mettersi in discussione” ha detto.

“Occorre vigilare sulla valenza di questi strumenti che, se da un lato sono strumenti di forte aggregazione, “alleati della democrazia”, tendono ad isolare chi si pone fuori dal coro: la sfida è proprio quella di cogliere in modo positivo le grosse opportunità offerte, ha concluso.

Nella tavola rotonda moderata da Paolo Ghezzi sono intervenuti a portare la loro esperienza, accanto a Giovanni Bort per la Camera di Commercio, Rocco Cristofolini (Confindustria), Roberto de Laurentis (Artigiani), Alberto Carli (Federazione Cooperative), Alessandro Zorer (Trentino Network) e Paolo Nicoletti (dirigente generale Pat), che si sono confrontati sulla propria esperienza personale e di lavoro nell’utilizzo dei media.

Quello che è emerso dal confronto è un utilizzo dei nuovi strumenti a “macchia di leopardo”, frenato da una non conoscenza ed in parte da una certa diffidenza (sul ritorno dell’investimento) che ancora permane verso il web. Su posizioni più conservatrici nella lettura della realtà Roberto de Laurentis, che ha detto di non credere troppo a quella che ha definito un’”ubriacatura da social”, dopo la quale ci sarà sicuramente il ritorno alla “prossimità”. Se non c’è dietro l’”uomo” ha aggiunto, il 90% delle start up naufraga dopo pochi anni. Nel mondo artigiano il rapporto è per definizione “one to one” e la vendita si fa guardando negli occhi il cliente in una relazione che privilegia il contatto umano.

Carlo Buzzi ha concluso annunciando la Conferenza sull’informazione locale, prevista dalla recente legge per la promozione dell’informazione locale, che sarà organizzata entro l’anno e indagherà l’impatto dei nuovi media sui vecchi media. I dati emersi da questa ricerca sono stimolanti, ha aggiunto, richiamandone due in particolare sui quali occorre riflettere: l’1% della fascia d’età tra i 25 e 36 anni contro il 42% della fascia 55-64 anni che hanno dichiarato di non usare internet. Tirando le fila dei contenuti emersi, Buzzi ha concluso esprimendo l’auspicio che a livello territoriale si rifletta su una promozione e una comunicazione “integrata”.

Ufficio stampa Consiglio Pat