Alternanza scuola-lavoro: che bella sfida!

02/03/2017

Il polo della formazione tecnologica Buonarroti-Pozzo entra in Informatica Trentina

Da un lato ci sono 1.600 studenti che popolano il polo della formazione tecnologica in Trentino, ovvero l’Istituto Tecnico Tecnologico ITT Buonarroti-Pozzo di Trento, con competenze di problem solving, programmazione, architettura del computer. Dall’altro c’è Informatica Trentina, la società inhouse per i servizi ICT dell’amministrazione provinciale e delle autonomie locali del Trentino, con i suoi 186 enti soci e 270 dipendenti, che opera per rendere la nostra pubblica amministrazione moderna e digitale grazie ad un uso intelligente delle nuove tecnologie. Da un lato ci sono dei ragazzi che si mettono in gioco testando sul campo quanto appreso nelle aule scolastiche; dall’alto una società che offre spazio di apprendimento e crescita a quelli che saranno i lavoratori, e i cittadini, di domani.

Due mondi che si incontrano sotto il cappello dell’alternanza scuola-lavoro: un’esperienza non nuova per molti istituti del Trentino, ma che trova rinnovata linfa lo scorso febbraio 2016, quando la Giunta Provinciale recepisce anche per il Trentino le indicazioni della “Buona Scuola” nazionale, introducendo 200 ore di tirocini formativi da svolgere nel corso degli ultimi tre anni per gli studenti liceali e 400 ore per tecnici e professionali: obbligatori, pena l’esclusione dall’esame di stato.

L’alternanza scuola-lavoro si concretizza, per i due attori qui protagonisti, nella convenzione fra Informatica Trentina e l’Istituto Tecnico Tecnologico ITT Buonarroti-Pozzo, che prevede il coinvolgimento fino ad un massimo di 10 studenti ogni anno. Ragazzi che, indirizzati dal tutor interno (un docente) e accompagnati dal tutor esterno (un dipendente della società ospitante), hanno la possibilità di arricchire la loro formazione scolastica, acquisendo nuovi stimoli all’apprendimento ma anche alla formazione più strettamente personale.

Grazie a questo primo passaggio formale, 2 studenti della terza classe dell’indirizzo informatico – Loris L. e Riccardo B. - hanno passato, tra ottobre 2016 e gennaio 2017, 72 ore in Informatica Trentina, ovvero due pomeriggi alla settimana. “Questa esperienza è stata per noi una sfida – dicono i due ragazzi – che ci ha consentito di misurarci con le nostre capacità: di gestione del tempo, per conciliare gli impegni scolastici e lo studio con l’impegno in azienda; di responsabilizzazione, per rispettare i tempi e le scadenze lavorative; di competenze, per capire sul campo quanto siamo capaci di fare”. Una sfida così importante deve però essere attentamente accompagnata affinché sia efficace, sia dalla scuola che dall’azienda ospitante.

“Nel nostro istituto – dice il dirigente scolastico del Buonarroti-Pozzo Paolo Dalvit – abbiamo un pregresso storico e un’esperienza pluriennale che ci ha aiutato a gestire in modo proattivo l’obbligo dell’alternanza. Ad oggi abbiamo una rete di contatti con oltre 200 imprese del territorio per collocare quest’anno circa 600 studenti, delle classi terze e quarte, che il prossimo anno diventeranno 900, dato che l’alternanza coinvolgerà anche le classi quinte”.

Numeri così importanti richiedono una precisa organizzazione interna: sono stati individuati due referenti d’istituto per il tema alternanza scuola-lavoro, a cui si aggiungono i responsabili di indirizzo disciplinare (che al Buonarroti-Pozzo sono 5, con 12 articolazioni interne) e i tutor di classe. “Quello su cui dobbiamo lavorare ora è una condivisione con il mondo del lavoro di parametri e criteri da utilizzare per valutare in modo corretto l’esperienza dell’alternanza – ha precisato il dirigente Dalvit - dato che questi vanno ad incidere sull’esame di stato e sulla valutazione finale data allo studente alla conclusione del suo percorso scolastico”.

Ma l’attenzione dell’Istituto sull’alternanza è focalizzata soprattutto sull’utilità di questa esperienza, non solo per gli studenti ma anche per le aziende ospitanti. “Quando ho affrontato il tema con la classe terza di quest’anno, che io non conoscevo e composta da ragazzi che dopo il biennio si sono trovati per la prima volta assieme – ricorda la referente per l’alternana dell’indirizzo informatico, la professoressa Laura Andreatta – per prima cosa ho chiesto ai ragazzi qual era, all’interno del mondo vastissimo dell’informatica, il loro ambito preferito. E’ infatti fondamentale per noi individuare gli studenti interessati e stimolati dalle proposte di alternanza disponibili”.

Nello specifico, la proposta costruita con Informatica Trentina si è inserita in un progetto che la società stava effettivamente affrontando, ovvero il passaggio del sito dei procedimenti e della modulistica della Provincia autonoma di Trento verso una nuova piattaforma di gestione. “Abbiamo pensato di mettere alla prova gli studenti nell’attività di testing della nuova piattaforma – dice Gloria Gislimberti, tutor di Informatica Trentina – chiedendo loro di progettare, eseguire e documentare in maniera strutturata i principali casi di test. Si tratta di un’attività importate e spesso sottovalutata nell’ambito dei progetti con la quale, fino a quel momento, i ragazzi non si erano ancora cimentati”.

Un compito che i due ragazzi hanno subito affrontato con impegno, ma che rischiava di concludersi in modo non del tutto soddisfacente. “Fare testing alla lunga può risultare noioso – dice la docente Andreatta – ed è quindi importante che ci sia la sensibilità anche del tutor aziendale per riprendere in mano la situazione. Quando ci si è resi conto che l’entusiasmo stava venendo meno, è stata offerta ai ragazzi una sfida ulteriore: lo sviluppo di un software per velocizzare l’attività di test”. “Poter allargare la nostra esperienza in Informatica Trentina dalla fase di test allo sviluppo di un software – sottolineano i due ragazzi – ci ha dato la possibilità di lavorare fianco a fianco con dei programmatori, da cui abbiamo imparato molto. Grazie a questo, abbiamo anche capito come indirizzare meglio le nostre conoscenze e metterle in pratica realizzando nel modo corretto qualcosa di utile”.

Dopo questa esperienza, Informatica Trentina e l’ITT Buonarroti-Pozzo stanno pensando alla realizzazione di una sorta di mansionario condiviso di conoscenze e competenze, per fare in modo che quando nasce l’occasione di un vero progetto che può mettere alla prova gli studenti, si individui il ragazzo adatto a sfruttare al meglio l’opportunità.

“Per noi questa esperienza rimane un bel biglietto da visita, ma soprattutto ci ha dato l’opportunità di metterci in gioco, imparare sul campo cosa vuol dire collaborare, migliorare la nostra gestione del tempo e il rispetto delle scadenze affidate. Ma anche fare i conti con le nostre lacune, aiutandoci a colmarle per fare sempre meglio”. Una sfida importante, quindi, che Loris e Riccardo sono orgogliosi di aver affrontato e che suggeriscono di cogliere anche ai loro compagni!