Linked Data e Agrifood: l’innovazione in tavola

13/10/2015

Dall’internet delle cose all’internet dei menù.
L’innovazione trova le sue vie, spesso grazie a persone che provano a coniugare idee e tecnologie, sviluppandole in modo diverso, con la forza della propria passione.

Innovare è un processo non diretto, legato a numerosi fattori, molti dei quali spesso non sotto il nostro controllo: tempo, mercato, skills, capacità imprenditoriali e molti altri, come del resto tanti modelli di innovazione, come non ultimo il modello della Foresta Pluviale ci mostrano. L’innovazione trova le sue vie, spesso grazie a persone che provano a coniugare idee e tecnologie sviluppate in specifici contesti e mercati, applicandoli in altri contesti e mercati, sviluppandole in modo diverso, con la forza della propria passione.

E’ il caso secondo noi di myFood, un servizio web sviluppato da una piccola startup del Trentino, OKKAM srl, che partendo dalle tecnologie ICT più evolute, quali quelle dei linked data, web semantico e dell’internet delle cose (Internet of Things), sviluppate e applicate prima in un contesto reale, quale il data mining di dati di tipo amministrativo e fiscale, si propone ora, con questo nuovo servizio, di costruire una specie di “Internet dei Menu”, realizzando una idea semplice quanto efficace. Infatti la piattaforma myFood, che è una piattaforma cloud (erogata come un servizio tramite il web), basata sulle tecnologie ICT sopra elencate e quindi tecnologie orientate alla elaborazione e alla ricerca tra grandi quantità di informazioni, permette di realizzare per l’industria della ristorazione un servizio simile a quello offerto da altre piattaforme commerciali per l’industria alberghiera, ovvero quello di offrire un unico punto di accesso al principale prodotto dei ristoranti, ovvero ai piatti dei loro menu e agli ingredienti che lo compongono, e utilizzarlo come criterio di scelta per la selezione di un luogo specifico dove andare a mangiare.

Come ribadisce Paolo Bouquet, fondatore di OKKAM srl, si tratta di una cosa che le altre piattaforme commerciali non fanno, le quali mettono a disposizione degli utenti altri criteri per i loro utenti quali la distanza, popolarità, prezzo o altri criteri ancora.

Tali piattaforme sono infatti slegate dal prodotto specifico (il cibo), mentre invece il servizio myFood permette di fare cose speciali, quali ricerche di questo tipo:

  • trovami tutti i ristoranti di Roma che offrono pasta alla carbonara preparata con guanciale (no pancetta) e uova biologiche;
  • trovami ristoranti con piatti vegani senza glutine e adatti a chi è intollerante al sedano e alla soia;
  • dammi la lista dei piatti tipici di questa zona e la lista di tutti i ristoranti nel raggio di 1 km che li preparano con ingredienti a “km-zero”.

Inoltre, il sistema permette anche di aiutare il ristoratore ad adempiere al regolamento europeo 1169/2011. Quest’ultimo - in vigore dallo scorso dicembre in Italia - introduce una serie di obblighi di informazione ai clienti sugli allergeni presenti nei piatti e (dal prossimo anno) sulle proprietà nutrizionali dei medesimi. Il servizio è quindi anche utile, dice Paolo Bouquet, anche per l’adeguamento necessario dei ristoratori alla normativa europea e per la quale violazione sono previste anche sanzioni. Quindi in tale senso, il servizio myFood, può avere due valenze per il ristoratore: adempiere alla normativa e allo stesso permette di aprire un canale innovativo per pubblicizzare il proprio esercizio, e differenziare la propria offerta di ristorazione.

myFood è al momento un servizio in fase di sviluppo, ma lo sviluppo procede in fretta, e attualmente il servizio myFood può già vantare:

  • una rete di importanti testimonial (l’elenco è su http://myfood.okkam.it/);
  • una prima rete di vendita (con cui sono coperte molte regioni italiane);
  • in chiusura o già chiusi accordi con associazioni di categoria (principalmente ConfCommercio regionali, ASCOM provinciali, sezioni di FIPE);
  • alcuni contratti con singoli ristoranti (dove l’accoglienza finora è stata ottima);
  • una integrazione in fase di completamento tra la piattaforma myFood con un servizio online di gestione asporto e consegna a domicilio;
  • delle offerte bundle in fase di ideazione di prodotti e servizi (per esempio, con operatori telefonici per fornire tablet e connessione ai ristoranti che vogliono mostrare il loro menu myfood ai clienti non dotati di smartphone);
  • partnership commerciali in definizione con aziende che lavorano con i ristoranti (IT provider, società di buoni pasto, consulenti dei ristoranti, produttori di cibi e bevande).

Insomma un interessante servizio, molto promettente che speriamo possa avere il massimo successo sul mercato, e allo stesso tempo un interessante esempio di innovazione portata sul campo, abbinata ad una innovazione tecnologica, ma allo stesso tempo anche a dei vincoli normativi che la rendono due volte interessante.

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